Le Sale della Reggia di Caserta

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Scopri le splendide Sale Reali e gli appartamenti dei sovrani

Storia delle Sale

Le Sale Reali nel piano destinato alla Famiglia Reale, il cosiddetto “Piano Nobile”, fu suddiviso in quattro parti dal Vanvitelli:
  • In alto a sinistra vi era l’Appartamento della Regina, quasi identico a quello del Re;
  • In basso a sinistra l’Appartamento del Re, di cui una parte corrisponde ai Saloni di Rappresentanza;
  • a destra vi erano gli appartamenti di Principi e Principesse.
L’area in basso a destra fu in realtà la sola ad essere abitata dalla Famiglia Reale per più di mezzo secolo, non essendo stata terminata la costruzione del resto per l’avvento della Repubblica Napoletana e della dominazione napoleonica.

Il Teatro e la Cappella Palatina furono le uniche due Sale interamente realizzate da Luigi Vanvitelli. Dal 1773, anno della sua morte, sino alla fine del secolo, il cantiere di Palazzo e Parco fu diretto da figlio Carlo. Alla morte di Luigi Vanvitelli la costruzione della Reggia di Caserta era completata nella parte architettonica, ma Carlo dovette affrontare quasi in pieno il problema della decorazione. Certamente egli non ebbe dai nuovi sovrani l’influenza e la protezione che ebbe il padre da Re Carlo e la Regina Maria Amalia, ed in tempi anche di taglio di fondi, Carlo Vanvitelli compì un vero miracolo nel riuscire a proseguire i lavori vista l’impazienza dei nuovi sovrani.

   

Storia delle Sale

Il piano destinato alla Famiglia Reale, il cosiddetto “Piano Nobile”, fu suddiviso in quattro parti dal Vanvitelli:

  • In alto a sinistra vi era l’Appartamento della Regina, quasi identico a quello del Re;
  • In basso a sinistra l’Appartamento del Re, di cui una parte corrisponde ai Saloni di Rappresentanza;
  • a destra vi erano gli appartamenti di Principi e Principesse.

L’area in basso a destra fu in realtà la sola ad essere abitata dalla Famiglia Reale per più di mezzo secolo, non essendo stata terminata la costruzione del resto per l’avvento della Repubblica Napoletana e della dominazione napoleonica.

Il Teatro e la Cappella Palatina furono le uniche due Sale interamente realizzate da Luigi Vanvitelli. Dal 1773, anno della sua morte, sino alla fine del secolo, il cantiere di Palazzo e Parco fu diretto da figlio Carlo. Alla morte di Luigi Vanvitelli la costruzione della Reggia di Caserta era completata nella parte architettonica, ma Carlo dovette affrontare quasi in pieno il problema della decorazione. Certamente egli non ebbe dai nuovi sovrani l’influenza e la protezione che ebbe il padre da Re Carlo e la Regina Maria Amalia, ed in tempi anche di taglio di fondi, Carlo Vanvitelli compì un vero miracolo nel riuscire a proseguire i lavori vista l’impazienza dei nuovi sovrani.

Nel 1780 la decorazione dell’appartamento sul lato di levante della facciata, destinato in origine ai principi reali, era quasi a termine e Re Ferdinando I volle andarvi ad abitare nei suoi soggiorni a Caserta, nonostante che si continuasse a lavorare nelle anticamere, le quali non furono pronte che verso il 1787. Successivamente i lavori continuarono in epoca napoleonica sotto Re Joachim Murat con l’architetto Antonio dei Simone per poi proseguire al ritorno dei Borbone con Gaetano Genovese che, nel 1845, terminò l’ultima Sala, quella del Trono.

Il Piano Reale è, comunque, solo uno dei cinque piani di cui si compone la Reggia di Caserta

SALONI DI RAPPRESENTANZA

Percorrendo le Anticamere degli Alabardieri e delle Guardie del Corpo, destinate a funzioni di rappresentanza, illuminate da grandi lampadari in bronzo dorato del XIX secolo e decorate dal pavimento in cotto a finto marmo, si giunge al salone di Alessandro, terza anticamera destinata ai “non Titolati”, così denominata dall’affresco della volta di Mariano Rossi, raffigurante il “Matrimonio di Alessandro il macedone e la principessa orientale Roxane”.

Il Salone di Alessandro (detto anche “Sala di marmi”) collega gli ambienti settecenteschi e quelli ottocenteschi. Da qui sulla destra si accede all’Appartamento Nuovo, definito anche ottocentesco in riferimento al periodo storico in cui furono portati a termine i lavori di arredo e decorazione, mentre a sinistra si accede all’Appartamento Vecchio o settecentesco. Introdotto dalle due Anticamere di Marte e di Astrea, riccamente decorate con motivi neoclassici e completate durante il regno di Napoleone, l’Appartamento dell’Ottocento prosegue con la Sala del Trono.

Questa sala, per grandezza inferiore solo al Grande Salone da Ballo previsto da Luigi Vanvitelli nell’Appartamento della Regina, fu l’ultima ad essere completata e fu inaugurata in occasione del Congresso delle Scienze, nel 1845. Lunga più di quaranta metri ed illuminata da ben sei finestre, ha al fondo un trono portatile, in legno dorato. La decorazione simboleggia il potere assoluto e il dipinto centrale della volta, del pittore napoletano Gennaro Maldarelli, raffigura “La posa della prima pietra del Palazzo il 20 gennaio 1752”. Attraverso la Sala del Consiglio si entra nell’Appartamento destinato al Re.

Qui vi erano le truppe di fanteria

Il fasto dello stile impero e della corte di Re Ferdinando II di Borbone

Il fasto dello stile impero e della corte di Re Ferdinando II di Borbone

La Sala dove si riuniva il Consiglio di Stato

Detta “Sala della Primavera”

Detta “Sala dell’Estate”

Gli appartamenti privati

L’ala settecentesca del Palazzo, vissuta dai Borbone sin da re Ferdinando IV, viene definita Appartamento Vecchio: ambienti di raffinato gusto Rococò, arricchiti da sontuosi pareti rivestite in seta di San Leucio, lampadari di Murano e dipinti dei più rinomati artisti del Settecento. Il percorso di visita inizia con le sale note come stanze delle Stagioni, per la presenza di affreschi sulle volte raffiguranti le quattro stagioni, eseguiti da Fedele Fischetti e Antonio de Dominicis. Di notevole interesse le sale dell’appartamento della regina Maria Carolina, decorate secondo il gusto rocaille, ben differenti dal rigore degli arredi delle stanze del re. Degne di nota sono le tre sale della Biblioteca Palatina, che denotano già un gusto neoclassico ben visibile nelle alte librerie a boiseries o nelle decorazioni cosiddette alla pompeiana dei vasi Giustiniani, esposti sugli scaffali.  

Dalla Terza Sala della Biblioteca si accede alla Sala Ellittica, ampio ambiente privo di decorazioni, con originali soluzioni architettoniche della volta, elaborate per valorizzare l’acustica della sala destinata originariamente a piccolo teatro domestico. Attualmente ospita il Presepe Borbonico.

Gli ambienti privati del Re

Era famoso in tutta Europa

Fu bruciata e ricostruita dopo la morte del Re

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Salotto di Re Francesco II

La Stanza da Letto ed il Bagno del Re

Detta “Sala dell’Inverno”

Anticamera, Salotto e Stanza da Letto dalla Reggia di Portici

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Sala da Toletta del Re

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Cappella dell'Assunta

Gli ambienti privati della Regina

Bagno, Sala da Toletta, Gabinetto degli Stucchi e Guardaroba

Le varie Sale della Biblioteca della Regina Maria Carolina

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Sala d'udienza della Regina

Detta “Sala dell’Età dell’oro”

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Salotto della Regina Maria Carolina

Detta “Seconda Sala di lettura”

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Sala delle dame

(ex Studio della Regina Maria Cristina)

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Guardaroba della Regina Maria Cristina

Detta “Prima sala di lettura della Biblioteca”

Altre sale

Un tempo era il Teatrino Domestico

I progetti originali, ed i plastici del progetto di Reggia e Parco.

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Sala da Pranzo

Detta “Sala dell’Autunno”

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Sale di svago

Sale da gioco e relax per i reali ed il personale

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Cappella e Salottino di Papa Pio IX

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Sala dei Porti

Placeholder, Sito non ufficiale della Reggia di Caserta

Sale intermedie

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