Lo Scalone d'Onore della Reggia di Caserta

Lo Scalone, opera di Luigi Vanvitelli, è la la più spettacolare scenografia del XVIII secolo e fu imitato in tutto il mondo.

Introduzione

Lo Scalone d’onore è il biglietto da visita dell’intera Reggia di Caserta, ed il luogo nel quale è chiarissima la grandiosa visione del Vanvitelli. Lo Scalone ed i due vestiboli costituiscono un vero e proprio gio­iello di architettura nei quali il genio vanvitelliano esprime la sua massima creatività. Perfetta sintesi del classicismo e della scenografia teatrale barocca, esso costituisce il fulcro delle altre parti del Palazzo.

Vanvitelli per non spezzare l’effetto ottico del celebre Cannocchiale, pose lo Scalone al centro del palazzo su uno dei lati del vestibolo. Qui troneggia l’Ercole Farnese, il quale da un lato nasconde alla vista l’ingresso al foyer del Teatro di Corte, dall’altro sorveglia  l’ingresso dello Scalone d’Onore.

L'enorme statua dell'Ercole Farnese nasconde l'ingresso del Teatro di Corte

Lo Scalone in sintesi

Lo Scalone d’Onore della Reggia di Caserta è un tale capolavoro di architettura e scenografia, da essere divenuto il modello a cui si ispirarono tutti i grandi scaloni mondiali successivi.

Salendo i primi gradini, lo Scalone appare subito maestoso ed immerso in una luce tranquilla, accentuata dal sottile chiaroscuro dei marmi e delle decorazioni. Salendo la visione si fa sempre più complessa mentre si giunge nel ballatoio superiore con ai lati due leoni di marmo, simbolo di potenza e maestà, e di fronte una enorme parete dominata dalle immense statue del Merito, della Maestà Regia e della Verità.

Ora voltandoti noterai che, quello che pensavi fosse la parte finale dello scalone, improvvisamente si espande in due enormi e spettacolari scaloni paralleli terminanti con una struttura ad archi e colonne richiamanti la forma di un tempio. Solo ora potrai ammirare tutta la maestosità dello Scalone e notare in alto, a 42m di altezza, una enorme cupola che lo sovrasta.

Solo ora potrai ammirare tutta la maestosità dello Scalone alto 32m e con volume di 11.664 m3, e che in alto termina con una cupola che in origine ospitava una invisibile orchestra. Tale cupola è in realtà “finta”, in quanto al di sopra ve n’è un’altra sospesa al tetto tramite tiranti in legno… uno straordinario capolavoro di fantasia.

Mentre salendo su per lo scalone laterale ammirerai tutto questo, giungerai nel grande vestibolo centrale, quasi un tempio, da cui si accede alla Cappella ed agli Appartamenti Reali.
La magnificenza dello Scalone, coi suoi marmi, le enormi statue, gli eleganti archi, i due enormi scaloni, costituiscono la più spettacolare scenografia del XVIII secolo.

Ora dal vestibolo superiore potrete finalmente accedere alle Anticamere degli Sale Reali, ed alla Cappella Palatina.

L’impatto visivo è immediato e folgorante per chiunque attraversi il cannocchiale per la prima volta: la breve scalinata iniziale limitata da due pilastri del vestibolo, e sovrastata da un grande arco (avente la stessa inclinazione della scala) ci spinge inevitabilmente alla salita.

Grandi scaloni mondiali ispirati a quello della Reggia

Lo Scalone d’Onore della Reggia di Caserta, come detto in precedenza, lo si ritrova nella struttura dei piu bei scaloni mondiali. E’ facile infatti ritrovarne lo stile (scalone centrale da cui si dipartono due scaloni laterali che si concludono in una grande parete tripartita). Una semplice ricerca web con Google lo dimostra.

Lo Scalone Centrale

L’impatto visivo è immediato e folgorante per chiunque attraversi il cannocchiale per la prima volta: la breve scalinata iniziale limitata da due pilastri del vestibolo, e sovrastata da un grande arco (avente la stessa inclinazione della scala) ci spinge inevitabilmente alla salita.

Ora inizia il gioco percettivo del Vanvitelli . Salendo lo scalone (gradini larghi 8m e fatti di un solo pezzo di pietra Lumachella di Trapani), noteremo le pareti laterali di marmo che, illuminate dal riflesso delle invisibili finestre superiori, danno luce allo scalone e contemporaneamente ci portano a guardare solo verso l’alto e mai lateralmente. Seguendo il motivo decorativo delle pareti laterali, si giunge al ballatoio superiore.

Inizialmente avrebbe dovuto avere la stessa larghezza della altre rampe ed anche due balaustre laterali, ma Vanvitelli decise di allargarlo e rimuoverne la balaustre per aumentare la monumentalità. Infatti i gradini sono formati da una unica lastra larga 8m, in modo che non vi siano giunzioni a distrarre la nostra attenzione.

I leoni

Il pianerottolo rettangolare superiore è sovrastato ai lati da due leoni marmorei a significare, come si evince dalla “Dichiarazione dei Disegni” del Vanvitelli, la forza della ragione e delle armi che assicurano al re la “proprietà dei suoi regni”. Il leone di destra è di Tommaso Solari, mentre quello di sinistra è di Paolo Persico.

Il primo pianerottolo

Il ballatoio rettangolare superiore è dominato ai lati da due leoni di marmo a significare, come si deduce dalla “Dichiarazione dei disegni “del Vanvitelli, la forza della ragione e delle armi che assicurano al re il “possesso dei regni suoi”. Il leone destro è opera di Tommaso Solari mentre quello a sinistra è di Paolo Persico. I leoni oltre ad avere una funzione simbolica e decorativa, hanno anche una funzione estremamente pratica per Vanvitelli: se non ci fossero, salendo la scala, si noterebbe l’angolo di giunzione tra la parete e la balaustrata superiore del secondo scalone annullando l’effetto sorpresa tanto ricercato.

Gli scaloni laterali

Le rampe parallele, larghe 5m sono di larghezza più limitata rispetto allo scalone centrale (8m). Esse ci conducono dal ballatoio al Vestibolo superiore di forma ottagonale (27x27m).
Le rampe, nonostante la loro lunghezza, hanno una pendenza di soli 15°, raggiunta dal Vanvitelli tramite l’inserimento elementi di interruzione delle stesse (piccoli pianerottoli e brevi gradinate), sia per facilitare la salita, sia per non farci abituare ad esso riducendo la soglia di attenzione, allo scopo di aumentare la spettacolarità dello Scalone d’onore. D’altronde la funzione primaria di tale struttura è di rappresentare scenograficamente la grandiosità e la ricchezza del sovrano, certamente non quella di “semplice” scala, al cui scopo vennero infatti create altre 56 scale interne, addirittura due ascensori (la Sedia Volante, uno dei primi ascensori al mondo) e la mai realizzata rampa elicoidale alle spalle della Cappella

Le tre statue

Giunti alla fine dello scalone troviamo l’immensa parete di fondo. Essa è suddivisa in tre sezioni principali dominate da tre enormi sculture. Le tre enormi statue furono volute dal Vanvitelli per intimorire i visitatori durante la salita. Rappresentano il Merito, la Maestà Regia e la Verità.

Reggia Di Caserta Scalone D Onore Soffitto Statua Del Merito, Reggia di Caserta Unofficial
A sinistra: “Il Merito”

QUI GRAVIS ES MERITO GRAVIOR MERCEDE REDIBIS

(Più grande è il merito, maggiore sarà la ricompensa)

Reggia di Caserta scalone d'onore statua maestà regia
Al centro: la “La Maestà regia”

AD MAJESTATEM ACCEDENS PERPENDE QUID AFFERS

(Prima di avvicinarti alla Maestà, rifletti su cosa vieni a pretendere)

Reggia Di Caserta Scalone D Onore Soffitto Statua Della Verita, Reggia di Caserta Unofficial
A destra: “La Verità”

VERA FERENS VENIAS LATURUS FALSA RECEDAS

(Venga avanti la verità, si omettano i peccati veniali, si allontani il falso)

Il vestibolo superiore

Salita la seconda rampa di entra nel vestibolo, di aspetto simile quasi ad un tempio, e strutturalmente simile a quello del piano terreno gli corrisponde, ma molto più elegante e ricco di ornamenti.

È difficile stabilire dove finisca lo Scalone ed inizi il Vestibolo superiore, non esistono porte o cancellate che sepa­rino in modo netto lo spazio esterno (il Cannocchiale), dall’ interno alla Reggia. il Vestibolo superiore si può considerare quindi come l’ultima porzione di spazio esterno prima di accedere agli Appartamenti reali o alla Cappella Palatina.

Qui hanno girato anche una famosa scena del film Star Wars episodio II: l’attacco dei cloni

La cupola

La luce dei grandi finestroni laterali si raccoglie nella immensa volta che a sua volta la riflette verso il basso. La volta è stata dipinta da Gerolamo Starace e rappresenta “La reggia di Apollo”, ed ha un oculo centrale, in quanto al di sopra di esso vi è uno spazio destinato all’orchestra che suonava quando il Re saliva lo Scalone.

La struttura architettonica dello Scalone d'Onore

Come giunse Vanvitelli a questo capolavoro dell’architettura? Sono evidenti i richiami delle sue opere precedenti nella Reggia di Caserta, nessuna era mai arrivata a così alti livelli di fantasia, arte e tecnica costruttiva, di sensibilità pittorica e di virtuosità prospettica, di audacia e di calcolo matematico. Ma se si osservano i suoi schizzi per scenografie, e si pensa allo stile pittorico del padre, il famoso vedutista Gaspar van Wittel, non ci si sorprende più: da un lato eredita lo stile del padre fatto di ampi spazi pieni di luce e sottili variazioni di colore, e dall’altro lo Scalone d’Onore sembra la realizzazione fisica di uno di quei fondali architettonici dei Bibiena che meravigliavano i teatri d’Europa, ma con la fondamentale differenza che le difficoltà costruttive superate dal Vanvitelli furono ben diverse da quelle affrontate dagli scenografi teatrali, i quali dovevano solo creare un effetto decorativo e visto da un unico punto di vista (la platea), Vanvitelli dovette creare una enorme e reale struttura architettonica, e con ben sei punti di vista (vestibolo inferiore, scalone, ballatoio, scaloni superiori, cupola e vista dal vestibolo superiore).

Lo Scalone d’Onore della Reggia di Caserta, ebbe un effetto rivoluzionario nell’architettura mondiale, tanto che oggi è molto facile ritrovarne lo stile negli innumerevoli scaloni di ingresso dei più bei palazzi e teatri del mondo.

Foto d'epoca dello Scalone d'Onore

Alcune foto d’epoca dello Scalone d’Onore della Reggia di Caserta.

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