Francesco II di Borbone (1836–1894), soprannominato scherzosamente dalla storiografia risorgimentale “Franceschiello”, fu l’ultimo re del Regno delle Due Sicilie. Figlio di re Ferdinando II e della sua prima moglie Maria Cristina di Savoia (morta pochi giorni dopo averlo dato alla luce), cresciuta in un ambiente di profonda religiosità e rigida disciplina sotto l’influenza della matrigna Maria Teresa d’Austria, salì al trono nel maggio del 1859 ad appena ventitré anni.
Sorpreso da un contesto politico drammatico e privo della tempestiva scaltrezza del padre, si trovò ad affrontare pochi mesi dopo l’impresa dei Mille guidata da Giuseppe Garibaldi e l’imminente crollo dello Stato borbonico. Nonostante la concessione tardiva della Costituzione e i tentativi di riorganizzare il governo, il tradimento di alti ufficiali e l’avanzata garibaldina lo costrinsero a lasciare Napoli nel settembre del 1860 per rintanarsi con la giovane moglie Maria Sofia di Baviera nella fortezza di Gaeta. Lì diede prova di grande dignità e coraggio personale guidando l’eroica ma disperata resistenza dell’esercito borbonico contro l’assedio delle truppe piemontesi, capitolando definitivamente nel febbraio del 1861.
Vissuto il resto dei suoi anni in esilio, prima a Roma e poi in varie località europee, morì ad Arco di Trento nel 1894, ricordato dai suoi sostenitori per la sua profonda pietà religiosa e la composta nobiltà con cui affrontò la perdita del regno. Le sue spoglie riposano oggi nella Basilica di Santa Chiara a Napoli.