Il Trattato di pace di Parigi, firmato il 10 febbraio 1947 tra l’Italia e le potenze alleate e associate vincitrici della Seconda guerra mondiale, definì le condizioni della pace dopo la sconfitta italiana. Il documento impose importanti rinunce territoriali, tra cui la cessione dell’Istria e di altri territori, stabilì limitazioni militari e previde obblighi economici e riparazioni di guerra. Il trattato disciplinò inoltre questioni relative alle colonie italiane e ai rapporti con gli altri Stati. Entrato in vigore il 15 settembre 1947, segnò una svolta nei rapporti internazionali dell’Italia e nella definizione dei confini del dopoguerra.
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