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Il Regno delle due Sicilie

Il Regno delle Due Sicilie, il più ricco della penisola, era davvero retrogrado o fu diffamato per giustificare l'attacco preunitario?

L'Inno Nazionale

L’Inno de Re” fu composto nel 1787 da Giovanni Paisiello, su ordine di Re Ferdinando IV. Tale brano musicale, più di tutti gli altri, simbolizza il sentimento della nazione, la forza ed il potere e quindi giustifica la sua adozione come Inno Nazionale del Regno.

Storia

La dinastia dei Borbone di Napoli e delle due Sicilie regnò sull’Italia Meridionale dal 1734 al 1861.

LE ORIGINI

Aut: (realcasadiborbone.it)

Si è soliti considerare Carlo il primo Re di Napoli della dinastia borbonica, ed in effetti egli è sicuramente il grande restauratore del Regno. Ma in realtà, come abbiamo visto in precedenza, il primo sovrano della dinastia a regnare nel Meridione italiano fu suo padre Filippo V nel momento in cui assurse al Trono di Madrid nel 1700. Durante le vicende della lunga Guerra di Successione Spagnola accadde poi che Filippo, pur vincitore della guerra e quindi sovrano effettivo di Spagna, perdette nel 1707 il vicereame di Napoli e Sicilia a favore degli Asburgo d’Austria, che lo manterranno fino al 1734, anno in cui Carlo di Borbone, figlio di Filippo V e della sua seconda moglie Elisabetta Farnese, conquistò, con l’appoggio diplomatico della madre, il vicereame napoletano divenendone sovrano a tutti gli effetti, e, assumendo il titolo di Carlo Re di Napoli, ripristinando l’autonomia del Regno di Napoli, facendone una nazione indipendente e sovrana.

Napoli Borbone Giglio 494x500, Reggia di Caserta Unofficial

Il giglio è il simbolo della famiglia Borbone

LA REPUBBLICA NAPOLETANA

Aut: (treccani.it)

I fatti che portarono alla proclamazione della Repubblica napoletana n. (22 genn. 1799) si iscrivono nel contesto della campagna napoleonica in Italia e dell’entusiasmo che essa generò negli ambienti democratici della penisola, che portò alle repubbliche giacobine che si costituirono tra il 1797 e il 1799 nell’Italia centrosettentrionale e a Roma. All’origine degli eventi napoletani è da porre l’occupazione francese di Roma (1798). A essa reagirono i Borbone di Napoli: la corte di Napoli stipulò nel 1798 un’alleanza con l’Austria e il generale austriaco K. von Mack, giunto nella capitale su richiesta di Ferdinando IV, varcò con le truppe borboniche il confine del regno il 23 nov. 1798 e già il 27 era nell’Urbe, dove due giorni più tardi arrivò il re di Napoli. Ma i francesi ripresero presto l’iniziativa e a metà di dicembre erano di nuovo padroni di Roma. Il rovescio militare seminò il panico tra i Borbone; il 21 dic. il re fuggì dalla città a bordo di una nave inglese che lo avrebbe portato in Sicilia. A Napoli rimasero un esercito sconfitto e un vicario del re di scarse capacità, il principe F. Pignatelli. 

Fin dai primi anni Novanta del Settecento a Napoli erano attivi circoli democratici d’ispirazione giacobina e rivoluzionaria; d’intesa con questi elementi il generale francese J.-E. Championnet preparò il colpo di mano per impadronirsi di Castel Sant’Elmo e facilitare così l’ingresso delle sue truppe in città. L’11 Gennaio, alla notizia della tregua stipulata da Pignatelli con i francesi, le bande di popolani che dopo la fuga del re controllavano di fatto la città insorsero inneggiando alla santa fede e a s. Gennaro, e giurando morte ai giacobini. Ma Championnet non si fece intimidire; assicuratosi il controllo di Castel Sant’Elmo, dove i patrioti erano penetrati il 20 genn., dagli spalti della fortezza cannoneggiò la città. Il prezzo della repressione fu altissimo: 3000 popolani rimasero uccisi. Il 23 i francesi ebbero il controllo della città, il 24 riconobbero la Repubblica e ne accettarono il governo provvisorio. A capo della giunta rivoluzionaria era la componente più scelta dell’intellighenzia meridionale. 

La Costituzione fu elaborata da Mario Pagano; del governo provvisorio fecero parte, tra gli altri, V. Russo, C. Lauberg, G.M. Galanti, M. Delfico. Tra i suoi primi atti vi fu l’abolizione dei fedecommessi e delle primogeniture, mentre il problema della proprietà feudale rimase largamente inevaso. 

La Repubblica napoletana ebbe vita breve e si dibatté tra difficoltà finanziarie e focolai insurrezionali. Il cardinale F. Ruffo, organizzata in Calabria un’armata popolare, detta della Santa Fede, diffuse i focolai dell’insurrezione antifrancese in tutta la Repubblica. Gli inglesi, da parte loro, tentarono un’offensiva dal mare, occupando per breve tempo l’isola di Procida. In apr., il peggioramento della situazione militare nell’Italia settentrionale in seguito all’offensiva austro-russa costrinse i francesi a disimpegnarsi dalle regioni meridionali. I patrioti napoletani rimasero soli a fronteggiare le forze nemiche e il 13 giugno l’armata sanfedista si impossessò nuovamente della città, mettendo fine al governo repubblicano. La repressione fu durissima: tra le vittime Eleonora Pimentel Fonseca (1752-99).

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LA DOMINAZIONE NAPOLEONICA

A presto…

LA NASCITA DEL REGNO DELLE DUE SICILIE

A presto…

LE RIFORME

A presto…

L’ECONOMIA

Nel 1860 la situazione del Regno delle Due Sicilie, confrontata agli altri Stati della penisola, era la seguente, considerando la ricchezza e il numero dei suoi abitanti:

  • Le tasse erano inferiori a quelle degli altri Stati.
  • I beni demaniali ed i beni ecclesiastici rappresentavano una ricchezza enorme, e, nel loro insieme, superavano i beni, della stessa natura, posseduti dagli altri Stati.
  • Il debito pubblico, molto piccolo, era quattro volte inferiore a quello del Piemonte, e di molto inferiore a quello della Toscana.
  • Il numero dei dipendenti secondo il numero di pensioni nel 1860, era la metà di quello in Toscana e quasi la metà di quello del Regno di Sardegna.
  • La quantità di moneta metallica circolante nel Regno delle due Sicilie, ritirata più tardi dalla circolazione dello Stato unitario, era in totale il doppio quella di tutti gli altri Stati della penisola messi insieme.

Francesco Saverio Nitti, Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d’Italia, nel suo libro “Nord e Sud” scrisse che, al momento dell’introduzione della lira, dal Regno delle Due Sicilie furono ritirate 443,3 milioni in monete diverse conio , di cui 424 milioni erano monete d’argento, pari al 65,7% di tutte le monete circolanti nella penisola italiana.

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Ducato d’oro delle due Sicilie. La moneta del Regno era esclusivamente di natura metallica: oro, argento e rame.

La ricchezza di ogni Regno italiano prima dell’Unità

I PRIMATI DEL REGNO

  • 1732 - il più antico istituto di sinologia e orientalistica d’Europa (il Collegio cinese di Napoli).
  • 1735 - prima cattedra di Astronomia e Nautica in Italia affidata a Napoli a Pietro De Martino.
  • 1739 - istituzione del primo tribunale del commercio in Italia.
  • 1739 - primo fucile a retrocarica a polvere e a vento in Italia (Napoli, Raimondo de Sangro).
  • 1751 - prima legislazione in Italia sull’organizzazione sanitaria.
  • 1753 - primi studi di sclerodermia con Carlo Curzio
  • 1754 - prima cattedra di economia in Europa affidata a Napoli ad Antonio Genovesi.
  • 1759 - primo quotidiano italiano (Diario Notizioso).
  • 1763 - primo cimitero italiano per poveri (il “Cimitero delle 366 fosse”, a Napoli).
  • 1764 - primi studi di epidemologia in Italia con Michele Sarcone
  • 1770 - prima “carrozza marittima” in Europa (futuro hovercraft) a Napoli (Raimondo de Sangro).
  • 1774 - prima istituzione in Italia della motivazione delle sentenze (Gaetano Filangieri).
  • 1777 - primo stato italiano a stabilire rapporti diplomatici ufficiali con l’Impero Russo.
  • 1780 - primo albo degli avvocati in Italia
  • 1781 - primo codice marittimo moderno (opera di Michele de Jorio).
  • 1782 - primo intervento in Italia di profilassi antitubercolare.
  • 1783 - prime leggi antisismiche in Italia.
  • 1783 - primo cimitero in Europa a uso di tutte le classi sociali (Palermo).
  • 1787 - nascita della moderna “arte ostetricia” femminile (con Teresa Ployant).
  • 1789 - prima assegnazione di “case popolari” in Italia (San Leucio presso Caserta).
  • 1789 - prima istituzione di assistenza sanitaria gratuita (San Leucio).
  • 1796 - Prima città italiana a ospitare un consolato dei neonati Stati Uniti d’America (consolato di Napoli con John Mathieu).
  • 1801 - prima scoperta mondiale di un asteroide: “Cerere Ferdinandea” (Giuseppe Piazzi).
  • 1801 - primo Museo Mineralogico del mondo.
  • 1802 - prima istituzione in Italia di “uffici per la vaccinazione”.
  • 1806 - prima cattedra di zoologia in Italia.
  • 1807 - primo orto botanico moderno in Italia a Napoli.
  • 1812 - prima Scuola di Ballo in Italia annessa al San Carlo.
  • 1813 - primo ospedale psichiatrico italiano (Reale Morotrofio di Aversa).
  • 1817 - prima legge in Italia per la gestione e l’accoglienza degli immigrati.
  • 1818 - prima nave a vapore nel Mediterraneo (Ferdinando I).
  • 1818 - prima scuola italiana per ciechi a Napoli presso l’ospizio dei Santi Giuseppe e Lucia.
  • 1818 - prima istituzione del sistema pensionistico in Italia (con ritenute del 2% sugli stipendi).
  • 1819 - primo edificio costruito per un Osservatorio Astronomico in Italia a Capodimonte.
  • 1822 - prime ricerche e pubblicazioni di medicina omeopatica in Italia.
  • 1828 - primi esperimenti di medicina omeopatica in Italia (Palermo).
  • 1830 - primo aletoscopio, macchina ottica inventata da Raffaele Sacco.
  • 1831 - prima istituzione di un assegno di disoccupazione per chi era impossibilitato a lavorare.
  • 1832 - primo ponte sospeso in ferro nell’Europa continentale sul Garigliano.
  • 1832 - prima ordinanza italiana in materia di nettezza urbana (con raccolta differenziata).
  • 1832 - prima istituzione in Italia di un ente per gli studi statistici (Direzione Centrale di Statistica con   il Giornale di Statistica di Sicilia).
  • 1832 - minor numero di pazzi rispetto alla popolazione in Europa (1 a 10.404 nel Regno di Napoli, 1 a 1.000 in Francia, 1 a 883 in Inghilterra, 1 a 5.568 in Piemonte).
  • 1833 - più alto numero in Italia di vaccinati contro il vaiolo in rapporto alla popolazione (oltre un milione e trecentemomila persone in venti anni).
  • 1833 - prima nave da crociera in Europa (Francesco I).
  • 1833 - più alto tasso di longevità in Europa (1 novantenne ogni 117 morti, 1 centenario ogni 946 morti, rispetto alla media europea di 1 a 11.996).
  • 1835 - primo istituto italiano per sordomuti.
  • 1836 - prima compagnia di navigazione a vapore nel Mediterraneo.
  • 1836 - primo progetto italiano per automobile (a vapore, in Sicilia).
  • 1836 - primi studi in Europa contro la distrofia muscolare (prof. Gaetano Conte).
  • 1838 - primi studi di Raffaele Piria sull’acido salicilico (futura “aspirina” a cui diede il nome).
  • 1839 - prima ferrovia italiana, la Napoli-Portici.
  • 1839 - prima illuminazione a gas di una città italiana (terza in Europa dopo Londra e Parigi) con 350 lampade.
  • 1839 - prima normativa per la tutela dei beni culturali in Italia.
  • 1840 - prima fabbrica metalmeccanica d’Italia per numero di operai (1.050) a Pietrarsa presso Napoli.
  • 1841 - primo centro sismologico in Italia presso il Vesuvio.
  • 1841 - primo faro lenticolare a luce costante in Italia a Nisida.
  • 1843 - prima nave da guerra a vapore in Italia (pirofregata Ercole, a Castellammare).
  • 1843 - primo periodico psichiatrico italiano pubblicato presso il Reale Morotrofio di Aversa da Biagio Miraglia.
  • 1843 - primo progetto di “ascensore” (o “sedia volante”) in Italia.
  • 1844 - prima istituzione di un marchio per la tutela di un prodotto (“d.o.c.” per l’olio pugliese).
  • 1845 - prima locomotiva a vapore costruita in Italia a Pietrarsa.
  • 1845 - primo osservatorio meteorologico italiano alle falde del Vesuvio
  • 1845 - primo Istituto al mondo per lo studio dei fenomeni vulcanici (Osservatorio Vesuviano).
  • 1846 - costruzione della prima locomotiva collinare in Italia a cura di Giovanni Pattison, capace di superare pendii del 2,5%.
  • 1851 - prima lavatrice motorizzata italiana a Napoli (presso l’Albergo dei Poveri)
  • 1852 - primo bacino di carenaggio italiano in muratura nel porto di Napoli.
  • 1852 - primo esperimento di illuminazione elettrica in Italia a Capodimonte.
  • 1853 - primo piroscafo nel Mediterraneo per l’America (il Sicilia della Società Sicula Transatlantica del palermitano Salvatore De Pace: 26 i giorni impiegati).
  • 1853 - prima applicazione dei principi della scuola positiva penale per il recupero dei malviventi.
  • 1853 - primo tunnel carrozzabile in Italia a Napoli tra San Francesco di Paola e piazza Vittoria.
  • 1854 - prima nave a vapore italiana ad approdare nel Nord America (il Sicilia).
  • 1855 - primo telegrafo elettrico in Italia.
  • 1856 - primo sismografo elettromagnetico nel mondo costruito da Luigi Palmieri.
  • 1858 - primo tunnel ferroviario italiano a Nocera.
  • 1859 - prima nazione italiana e seconda in Europa per produzione di guanti (700.000 dozzine di paia ogni anno).
  • 1859 - prima bandiera italiana e seconda nel mondo (dopo quella inglese) per presenze nei porti francesi.
  • 1860 - la più grande industria navale d’Italia per numero di operai (a Castellammare).
  • 1860 - prima flotta militare d’Italia.
  • 1860 - prima flotta mercantile in Italia (seconda nel mondo)
  • 1860 - il minore carico tributario erariale in Europa.
  • 1860 - maggiore quantità di lire-oro conservati nei banchi nazionali in Italia (dei 668 milioni di lire-oro, patrimonio di tutti gli stati italiani messi insieme 443 milioni erano del Regno delle Due Sicilie).
  • 1860 - maggiore quantità di moneta circolante in Italia (433 milioni di lire).
  • 1860 - la città più popolosa d’Italia, Napoli (447.065 abitanti rispetto ai 204.715 di Torino o ai 194.587 di Roma).
  • 1860 - il più alto numero in percentuale di addetti all’industria in Italia
  • 1860 - il più alto numero in percentuale di addetti all’industria in Italia (1.189.582 solo nel Mezzogiorno continentale).
  • 1860 - primo stato italiano per percentuale di orfanatrofi, ospizi, collegi, conservatori e strutture di assistenza e formazione.
  • 1860 - Prima Borsa Merci in Italia e seconda Borsa Valori dell’Europa continentale.
  • 1860 - la più bassa percentuale di mortalità infantile.
  • 1860 - più alto numero di centenari in Italia (46 i centenari ancora al 1861 nelle province napoletane, 9 in Piemonte, 4 in Lombardia).
  • 1860 - la più alta percentuale di medici per abitanti in Italia.
  • 1860 - prima città d’Italia per numero di teatri.
  • 1860 - prima città d’Italia per numero di conservatori musicali.
  • 1860 - primo “piano regolatore” in Italia, per la città di Napoli.
  • 1860 - prima città d’Italia per numero di tipografie (Napoli: 113).
  • 1860 - più alto numero in assoluto e in percentuale di iscritti all’università in Italia (Napoli, 10.528).
  • 1860 - prima città d’Italia per numero di giornali e riviste.
  • 1860 - minor numero di condannati a morte in Italia (fin dal 1848).
  • 1860 - la più alta quotazione di una rendita statale (120% alla Borsa di Parigi).
  • 1860 - il minore carico tributario erariale in Europa.
  • 1860 - minore percentuale di emigranti in Italia.
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La Ferdinando I, la prima nave a vapore del Mediterraneo.

Voluto da re Carlo di Borbone, è il piu imitato ed anche il piu antico teatro al mondo (attivo sin dal 1737). Rivoluzionò l’architettura teatrale mondiale introducendo la forma a ferro di cavallo e le balconate. Ogni teatro al mondo con questa forma è ispirato al San Carlo, anche, ad esempio, la Scala di Milano, il teatro di corte in Versailles, o l’Opera Royale di Parigi.

LA CONQUISTA NEL 1860

A presto…

La penisola italiana prima dell’unificazione del 1861. Si notino i vari Stati.

La "vera" storia dell'Unità d'italia

La storia del Regno delle Due Sicilie come la conosciamo oggi, è strettamente dovuta alla storiografia post unità d’Italia, vi si narrano due storie totalmente contraddittorie, una ufficiale e l’altra raccontata oggi da sempre piu studiosi.

TESI UFFICIALE

Secondo la storia ufficiale scritta sui libri di storia scolastici, questo Regno era culturalmente ed economicamente sottosviluppato ed arretrato, e governato in modo prevaricatore dai Borbone. Sui vecchi libri non è raro l’uso di un tono molto ironico e dispregiativo nei riguardi dei Borbone, e su molti dizionari anche attuali la parola borbonico ha significato di retrogrado, arretrato. La storia dell’unificazione(semplificando) racconta che Garibaldi con i suoi mille uomini girò l’Italia sconfiggendo tutte le dinastie, liberando i popoli dagli oppressori e creando l’Italia unita.

TESI REVISIONISTA

Molti studiosi oggi descrivono questo Regno come la terza potenza economica europea, con Napoli quale capitale della cultura e dell’innovazione europea insieme a Parigi e Londra. Le Due Sicilie furono annesse al Regno della dinastia Savoia dopo essere state invase senza alcuna dichiarazione di guerra. I Savoia, in bancarotta, furono appoggiati dalla massoneria inglese, la quale fornendo uomini, mezzi militari e molto denaro (da usare per corrompere i generali borbonici), li aiutò ad invadere il ricchissimo Regno delle Due Sicilie, che al tempo deteneva il 60% di tutta la ricchezza italiana, ed in moneta d’oro e d’argento non di carta.

  • L’Inghilterra lo fece in quanto il Regno, grazie alla sua posizione centrale nel Mediterraneo, ed alla sua grande flotta, si sarebbe avvantaggiato enormemente dall’apertura del nuovo canale di Suez (1869), che consentiva di accedere al sud-est asiatico senza più circumnavigare l’Africa. Napoli sarebbe divenuta il principale snodo commerciale tra l’Europa e le Indie, territorio di dominio inglese, e l’Inghilterra avrebbe dovuto utilizzare Napoli, territorio rivale, per accedere ai territori asiatici di suo dominio.
  • I Savoia, invece, lo fecero solo per appropriarsi delle ricchezze ed evitare la bancarotta, ripagando i loro debiti con le banche. Non erano davvero interessati all’Unità, non parlavano neanche la lingua italiana ma il francese.

Evidentemente è una vicenda molto controversa, mai analizzata ufficialmente.

 

Di seguito l’introduzione alla storia dell’Unità d’Italia tipica dei libri di storia scolastici. In questo caso vi è una descrizione delle condizioni economiche generali dei vari Regni italiani pre-unitari. La prima parte parla del nord in generale, la parte evidenziata è dedicata al Regno delle Due Sicilie, il resto descrive il Regno di Sardegna. La parte evidenziata dice:

“. . . Soprattutto nel Mezzogiorno la politica borbonica, espressione degli interessi della grande proprietà latifondista (i cosiddetti baroni), poco o nulla faceva per la modernizzazione dell’agricoltura, e favorire le attività manifatturiere. Basti pensare che nel 1854 solo 700.000 ducati sono stati spesi per opere pubbliche (strade, ferrovie, porti, scali commerciali), mentre le spese militari superarono i 13 milioni. “

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Generalmente la storia ufficiale non aggiunge nient’altro circa la storia delle Due Sicilie, neanche dal lato culturale.

Video

Personalità di spicco della cultura e della società avvalorano la tesi revisionista sull’Unità d’Italia, e sulla reputazione del Regno in genere.

Speciale tg1 sul 150° anniversario dall’unità. Rai tv

Eugenio Scalfari: “gli italiani detestano lo stato perchè…” – repubblica tv

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Documentario sul Regno

Viaggio nel Regno delle Due Sicilie. – Ulisse, di Alberto Angela. Rai Tv.

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