La cosiddetta Anticamera della Stanza da Letto di Ferdinando II fu in passato la sala del consiglio, poi sala da toletta
La sala risulta un omaggio alla cultura classica in quanto completamente decorata con decorazioni derivanti dalla scoperta di Pompei ed Ercolano.
L’Anticamera di trova subito dopo lo Studio del Re segue quella che un tempo era la Stanza del Consiglio, diventata nel 1830 la Sala da Toletta del Re.
Poco è rimasto del ricco arredamento dell’epoca: gli elementi decorativi delle volte di Filippo Pascale, le sovrapporte e i lambrì eseguiti ad intaglio da Gennaro Fiore tra il 1779-80.
Dagli inventari del ‘700 risulta che in questa sala si trovavano anche 4 animali in biscuit, simbolo delle arti liberali, con campane di vetro e piedistalli in ebano nero, oggi a Capodimonte: una capra (l’architettura); una scimmia (la pittura); un orso (la musica); un cane (la scultura).
La volta della Sala è affrescata da Filippo Pascale con decori alla pompeiana. Di notevole pregio la carta da parati, di provenienza francese, dipinta e lumeggiata in oro.
Tra gli arredi spicca un orologio a pendolo a forma di tempietto, di fabbricazione francese, della prima metà del XIX secolo. Sul davanzale esterno si trova una meridiana, con nella parte alta del disco l’iscrizione “Signat et moment”.
La volta della Sala è affrescata da Filippo Pascale con decori alla pompeiana. La complessa decorazione è composta di motivi vegetali e zoomorfi formanti ghirlande, candelabre, grottesche di ascendenza pompeiana.
All’interno di cornici geometriche sono dipinte a monocromo su fondo scuro figure mitologiche, che si alternano ad intrecci geometrici. Agli angoli del soffitto, piccole testine classiche sono poste al centro di conchiglie.
In questa sala le pareti non sono tappezzate in seta di San Leucio ma in carta da parati, di eccellente qualità e di origine francese, che risulta dipinta e arricchita con lumeggiature dorate. In questo ambiente, i rivestimenti murali sono realizzati in carta anziché in seta e recano sofisticati motivi decorativi ispirati al repertorio archeologico di Pompei ed Ercolano, caratterizzati da grottesche e ornamenti floreali. La tappezzeria è circondata da cornici in legno finemente lavorate con disegni di carattere geometrico opera di Gennaro Fiore
Meridiana. Opera di Bonaventura Bandiera – 1818
Si trova davanzale della finestra dell’anticamera. è in marmo bianco e bronzo ed ha il coperchio. Uno dei “rari” orologi solari da davanzale dotati di coperchio.
Ai quattro angoli della sala un tempo erano presenti la serie di quattro sculture in biscuit di porcellana ferdinandea chiamate “Le quattro arti liberali”, protette in origine da campane di cristallo.
Per la loro creazione fu impiegata la tecnica del pelo riccio, anche se non sempre pertinente alle razze scelte: una tecnica molto antica, in uso già nel 1787 presso la fabbrica ferdinandea, che permetteva di ricreare con il biscuit l’arricciatura naturale. L’originalità delle produzioni della Real Fabbrica di Napoli e le doti di ironia dei loro autori sono ben visibili nella realizzazione in biscuit de “Le quattro arti liberali”, che sono raffigurate come quattro animali a pelo riccio.
Attualmente sono nel Museo di Capodimonte.
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