L'Anticamera di Re Francesco II di Borbone serviva per i visitatori per attendere di essere ricevuti dal Re
L’Anticamera di Re Francesco II di Borbone, fa parte del quarto dei piano reale riservato al Re e, secondo il progetto di Vanvitelli, avrebbe dovuto essere la cappella privata del Re.
L’anticamera era usata quale sala di attesa per il cerimoniale di corte dove ospiti, nobili e diplomatici sostavano in attesa, a seconda del loro rango, prima di essere ricevuti dal sovrano. Questo sistema rifletteva il protocollo della corte e creava un’atmosfera di anticipazione e rispetto per il sovrano. Inoltre, l’anticamera era un luogo di interazione sociale, dove i nobili scambiavano opinioni e discutevano questioni politiche, smepre nel rispetto delle gerarchie.
La volta della Sala è dipinta con un trompe-l’oeil raffigurante un Baccanale del pittore Franz Hill.
Alle pareti sono esposti ritratti di Francesco I e Ferdinando II di Borbone e due tele del pittore Carlo De Falco, raffiguranti Francesco Idi Borbone e la moglie, la regina Maria Isabella, Infanta di Spagna.
Gli arredi di questa sala sono alcuni in stile neobarocco, altri hanno ancora una influenza tardo-impero. Si segnala una console – opera del Reale Laboratorio delle Pietre Dure, istituito a Napoli nel Settecento da Carlo di Borbone – raffigurante, su fondo di pietra paragone, elementi floreali e un vezzo di perle; della console esiste nelle Collezioni reali il disegno preparatorio, opera di Gennaro Cappella.
Completano l’arredo della Sala due vasi in porcellana di Sassonia di cui uno con medaglioni raffiguranti una Veduta di città ed un ritratto femminile, l’altro decorato con motivo a stelline dorate su fondo verde.
Sulla console a destra vi è un orologio neoclassico.
Divano e sedie di stile transizione tardo impero e neobarocco.
Il divano ha doppia voluta congiunta da un giglio stilizzato. Schienale e sedile sono imbottiti e rivestiti in seta color ambra. La struttura sottostante è bianca, fregiata con motivi fitomorfi dorati
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