Il tavolo da muro è databile tra il 1779, anno in cui Carlo Vanvitelli (figlio dell’Architetto) commissionò a vari artigiani il completamento delle decorazioni degli appartamenti reali della Reggia di Caserta, ed il 1781, allorché il doratore Antonio Pittarelli era al lavoro nel Gabinetto della Regina e Gennaro Di Fiore chiedeva di essere pagato per dei lavori destinati all’arredamento di due «Gabinetti». Tale opera fu eseguita per conto di re Ferdinando IV di Borbone e di sua moglie la regina Maria Carolina.
L’originale disegno di questo arredo, la cui struttura documenta la fase matura del rococò napoletano, presenta lo stile di Carlo Vanvitelli, che diresse i cantieri della Reggia dopo la morte del padre Luigi Vanvitelli. L’architetto ed vari artigiani crearono una particolare forma di tavolo consòle, in cui le slanciate gambe ricurve tipiche dello stile Luigi XV, talvolta armoniosamente contrapposte, si congiungono alla fascia sotto il piano senza soluzione di continuità. Tipico dello stile di Carlo Vanvitelli è anche la creazione di mobili a mezzaluna, ed anche aventi sfondo bianco e decorati in oro, stile che si diffuse rapidamente non solo nel Regno delle due Sicilie, ma anche all’estero, ed in alcuni casi come, ad esempio, nei mobili liguri, lo sfondo bianco veniva sostituito con il colore blu.
Se quindi fu spesso merito del talento da designer di Carlo Vanvitelli l’ideazione di molti pregevoli mobili, è certamente grazie allo smisurato talento dei Fiore che tali progetti divennero realtà, e qualche mobile fu anche direttamente disegnato da Gennaro di Fiore