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reggia di caserta studio del re ferdinando ii

Mobili dello studio di re Ferdinando IV di Borbone

La storia misteriosa di mobili famosi in tutta l'aristocrazia

VISIBILE IN: Studio del Re

Categoria Mobili
Autore Adam Weisweiler
Anno 1790
Paese Italia
Materiale Legno, Bronzo dorato
Tecnica Ebanisteria, Fusione
Stile Neoclassico
Dimensioni LxPxA varie

Storia

La storia di questi mobili inizio quando Ferdinando IV e molti altri reali e nobili d’Europa si riunirono a Francoforte per l’incoronazione di Leopoldo II (1747-1792), quale imperatore del Sacro Romano Impero. In quanto sposato con Maria Carolina d’Austria (1752-1814), Ferdinando IV era il cognato sia di Leopoldo che di Maria Antonietta (1755-1793). Approfittando di questo importante evento, il parigino marchands-mercier Dominique Daguerre partecipò a quest’evento con lo scopo di vendere i suoi preziosi arredi e per ottenere nuove commissioni. Una fattura del 20 Settembre 1790 dimostra che vendette un impressionante elenco di beni di lusso per la corte di Napoli ed in particolare per lo studio del re nella Reggia di Caserta. Questo comprendeva un comò con pannelli in lacca cinese e bronzi dorati, ed un secretaire di stile simile. Due anni dopo, il re ordinò una corrispondente scrivania a rullo ed un altro secretaire. Ma c’è la possibilita che l’intero arredamento Weisweiler per lo studio del Re consistesse in un trumeau, un comò, due secretaire, una scrivania a rullo, nove sedie ed un divano.

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A destra il mobile originale

Descrizione

Anche se il nome del realizzatore non è menzionato nelle fatture, un timbro sul secretaire lo identifica come opera di Adam Weisweiler, il miglior ebanista del tempo, che lavorò solo per l’aristocrazia francese e straniera.
Nel 1792, l’architetto Carlo Vanvitelli (1739-1821) cambiò l’arredamento dello studio del re dal rococò al nuovo stile neoclassico, e probabilmente l’aspetto di questa stanza fu ispirato proprio da questi arredi acquistati dal re due anni prima.
La sala ha mantenuto il suo arredamento sino ad oggi. L’arredamento però fu rimosso nel 1806, quando i sovrani si rifugiarono in Sicilia dopo che Napoleone occupò Napoli. Con la Restaurazione del 1815, gli arredi tornarono a Caserta, dove probabilmente rimasero finché il Regno fu conquistato nel 1860, un anno prima della completa Unità d’Italia del 1861. Nessuno sa quando questi splendidi pezzi francesi furono venduti e sostituiti con le copie che sono ancora nella stanza. Nel 1920 i due secretaire, il comò, e la scrivania apparvero in un catalogo di un commerciante parigino. I secretaire ed il comò fecero parte di una collezione privata in Argentina, e tornarono a Parigi nel 1950, dove furono venduti di nuovo. Nel 1977 furono donati al Metropolitan Museum of Art di New York dove si trovano tutt’ora. La scrivania fa parte di una collezione privata.

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