Le cappelle private dei Sovrani nella Reggia di Caserta

Le cappelle private dei Sovrani erano luoghi di intimo raccoglimento in cui è ancora possibile leggere il senso della profonda religiosità che ispirava la vita dei sovrani borbonici.

AUTORE. Salvatore Scarfone. (Grazie a Maria Carmen Masi)

La cappella privata del Re Ferdinando II di Borbone

L’ambiente fu progettato dall’architetto Carlo Vanvitelli che, succeduto al padre Luigi nell’incarico di responsabile delle Fabbriche del Reale Palazzo di Caserta. Negli inventari è descritta quale “Oratorio privato di Sua Maestà il Re”.

L’Oratorio ha una pianta rettangolare con un’unica aula divisa in due campate coperte da volte a padiglione. Le pareti sono decorate con architetture dipinte a tempera su una zoccolatura in finto marmo. Racemi vegetali abbelliscono le specchiature, con medaglioni quadrilobati raffiguranti angeli in preghiera. Sull’altare, in marmi policromi, la colomba dello Spirito Santo corona l’edicola dipinta dietro la pala d’altare dell’Assunzione della Vergine Maria. L’arredamento include un inginocchiatoio in legno di palissandro e quattro vasi di legno con fiori di stoffa, un crocefisso in bronzo dorato e due serie di candelieri. Alle pareti ci sono tre carteglorie in cornici di legno tinto oro.

La cappella privata della Regina Maria Carolina

L’ambiente fu progettato dall’architetto Carlo Vanvitelli che, succeduto al padre Luigi nell’incarico di responsabile delle Fabbriche del Reale Palazzo di Caserta. Negli inventari è descritta quale “Oratorio privato di Sua Maestà la Regina”.

Dietro la Seconda Sala da Lettura si trovava un piccolo passaggio che portava alla Cappellina della Regina Maria Carolina, la quale, dopo la scomparsa dei suoi primogeniti Carlo Tito e Marianna, decise di dedicarla alla Maria Santissima Addolorata, come si evince dalla decorazione e dal dipinto a olio di Carlo Brunelli. Nella sua cappella, la regina possedeva per la propria devozione una statua di San Francesco di Paola in biscuit.

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