Casertavecchia

Ritorna nel medioevo visitando Casertavecchia, l'antica città di Caserta

A poca distanza dalla Reggia, sul versante meridionale del monte Virgo, sorge il borgo medioevale di Casertavecchia.  Di fondazione longobarda, risalente all’VIII secolo, custodisce intatte le sue bellezze: visitando la piazza col suggestivo campanile, il Duomo in stile siculo-normanno, il castello ed i punti panoramici mozzafiato, si ha davvero l’impressione che il tempo si sia fermato, e che percorrendo le graziose stradine ci si possa imbattere in uno degli spiritelli beneauguranti così famosi tra chi vive in quei luoghi.

Storia

Di fondazione longobarda, risalente all’VIII secolo, deve il suo nome originario di Casa Hirta alla sua posizione arroccata sulle alture. Il borgo fu soggetto al principato di Capua e di Aversa, ed in seguito divenne sede vescovile. Casertavecchia, luogo in cui il tempo sembra essersi fermato, e che con i suoi vicoli e le sue piazzette è pronta ad offrirci scorci memorabili. Questo borgo medievale sorge come un nido di torri, archi, bifore e comignoli, adagiato su un’altura dei monti Tifatini, carico di storia e di antiche leggende come quella degli “spiritelli”, e delle fate benefiche dei monti circostanti. A ricordo ancora del suo splendido passato restano il Duomo ed il campanile in stile siculo-normanno, i resti del castello longobardo e le strade dell’intero borgo.

Il borgo medioevale

Con i suoi vicoli e le sue piazzette, offre scorci memorabili come la cappella dell’Addolorata, arricchita da frammenti di affreschi e tracce di arabeschi del 1600, di fronte alla quale troviamo la facciata di Casa Pisano, con portale loggiato e bifora, più avanti casa Ferraiuolo con le sue bifore e portale del XII secolo e casa Uzzi con l’antico cortile e loggia. Il borgo conserva l’antico aspetto storico, oltre ad offrire eccezionali punti panoramici sull’intera pianura di Caserta e sulla Reggia, col Vesuvio all’orizzonte.

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Una bottega

Piazza duomo

Il duomo

Domina piazza Vescovado la facciata della cattedrale dedicala a san Michele, principale edificio e cuore del borgo. La chiesa fu fondata all’inizio del XII secolo dal vescovo Rainulfo e, dopo ulteriori lavori voluti dal suo successore Nicola, venne completata nel 1153, come riportato sull’architrave del portale principale. Il suo stile siculo-normanno, contaminato dal romanico pugliese (che ha tra i suoi esempi migliori le cattedrali di Bitonto e Trani) e da quello benedettino di derivazione cassinese, costituisce uno dei più pregevoli esempi di questa architettura, insieme alle cattedrali di Amalfi, Gaeta e Monreale.

L’interno visto durante un matrimonio

La Chiesa dell’Annunziata

Chiesa gotica di fine XIII secolo, con facciata sormontata da rosone e campanile arricchito da monofore e cupola a cuspide.

Nel borgo vero e proprio, lungo la pittoresca via Annunziata si apre a destra un portico settecentesco, abbellito da un portale in marmo recante uno stemma nobiliare. Il portico precede la gotica chiesetta dell’Annunziata (fine XIII secolo), con una sobria facciata a tre finestre e, in alto, una rosa. L’interno è semplice ma suggestivo, a navata unica con grandi finestre. Il campanile, a tre ordini con monofore, è sormontato da una cupola a cuspide.

Poco oltre, un grosso arco ogivale in pietra con bella volta a cassettoni passa al di sotto del campanile del Duomo. Attraversandolo si nota l’iscrizione che ricorda ben quattro visite di papa Benedetto XIII (due nel 1725 e due nel 1729). Si esce quindi sulla deliziosa e raccolta piazza Vescovado, rettangolare, sulla quale affacciano antiche case con bei portali in tufo, il Duomo e l’ex seminario.

La chiesa in fondo alla via

Il Castello

L’edificio fu costruito probabilmente nel IX secolo, subito dopo la fondazione del borgo. Delle torri originarie resta il mastio cilindrico alto 30 m. Al suo interno vengono organizzate spesso mostre, spettacoli e rievocazioni storiche. 

Dal castello si ha una vista complessiva dell’abitato, tra i cui tetti spiccano i campanili dell’Annunziata e del Duomo, e la splendida cupola di quest’ultimo.

Il castello con la torre

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