Pur se meno noto di Pompei, il Parco Archeologico di Ercolano è forse più struggente per la capacità di unire momenti di elevata bellezza e di strazio per via degli scheletri delle vittime ancora al loro posto.
Il nome Ercolano deriva da Ercole, perché secondo la leggenda la città fu fondata dall’eroe nel 1243 a.C. Era una delle mete preferite della nobiltà romana, che qui voleva avere la seconda casa. Notissima è la stupenda Villa dei Papiri, le cui sculture così come tutti i reperti di Ercolano sono attualmente nel Museo Archeologico di Napoli
GIORNI DI APERTURA: tutti i giorni
ORARI:
La Villa dei Papiri prende il nome dalla enorme collezioni di antichi papiri ritrovati nella stessa. Di proprietà dei Pisoni, era una delle più grandi ville dell'antichità ed una delle più ricche di opere d'arte, oggi visibili nel Museo Archeologico di Napoli.
La Basilica Noniana è un edificio pubblico di epoca romana, ancora in buona parte da riportare alla luce. Sono state ritrovate varie statue ed affreschi, di cui una testa romana di amazzone ancora colorata.
La terrazza ha al centro l’altare funerario di Marco Nonio Balbo, con alle spalle la sua statua posta dal suo liberto Marco Nonio Volusiano. Balbo, pretore, proconsole e tribuno di Ottaviano, originario di Nuceria, ma residente a Ercolano, ebbe tributati molti monumenti per aver contribuito alla monumentalizzazione della città anche restaurando a proprie spese le mura e le porte e costruendo la basilica
Le Terme Centrali risalgono alla seconda metà del I secolo a.C, e ui furono ritrovati numerosi scheletri delle vittime dell'eruzione del Vesuvio con ancora addosso monete e gioielli. Nel Tepidarium c'è uno stupendo mosaico a tessere bianche e nere che raffigura un tritone fra delfini.
I Fornici erano i magazzini del porto usati anche per riporre le barche. Qui sono stati ritrovati circa 300 scheletri di vittime che cercavano di fuggire via mare con addosso tutti i loro gioielli. Oltre ai corpi è stata rinvenuta una grande barca romana di 9m, con gli scheletri del rematore e di un soldato, con spade, scalpelli e varie monete.
La Casa di Nettuno e Anfitride era di proprietà di un ricco commerciante che, per dimostrare la propria ricchezza, l'aveva addirittura fatta decorare con un prodotto costosissimo all'epoca: mosaici in pasta vitrea. Il nome della casa deriva dal mosaico del dio Nettuno e della compagna Anfitride che decora la parete est della casa.
Splendida villa con terrazza sul mare di proprietà di un ex schiavo che era stato reso libero poco prima dell'eruzione (... quando non nasci fortunato...) La villa prende il nome dalle sculture di cervi che sono nel giardino.
La Sede degli Augustali, l’ordine cittadino dei liberti ededicato al culto dell’imperatore, fu costruita, quando Augusto era ancora vivente. Sul fondo della sala una cappella decorata da scene mitologiche che conteneva la statua di Augusto.
Nel Museo Archeologico Virtuale di Ercolano vi è un percorso virtuale e multimediale dove vivere l’emozione di un sorprendente viaggio a ritroso nel tempo sino ad un attimo prima che l’eruzione del 79 d.C. distruggesse le città di Pompei ed Ercolano.
Il Miglio d’Oro è il tratto di strada tra Corso Resina 189, a Ercolano, e Corso Vittorio Emanuele 87, a Torre del Greco. Il nome deriva dal fatto che misura davvero un miglio (1,6 km) ed è definita “d’Oro” perché in origine aveva molti giardini pieni di agrumi e nel Settecento furono costruiti molti palazzi nobiliari.
Quando Re Carlo di Borbone decise di far edificare la Reggia di Portici, fece si che tutta l’aristocrazia facesse a gare nel costruirsi una splendida villa nella costa di Ercolano, dando origine al cosiddetto Miglio d’Oro, un percorso ricco di meravigliose ville del 700 in stile rococò o in stile neoclassico con parchi e vista sul mare.
La Real Villa della Favoritare era al tempo dotata anche di parco giochi, i cui modellini delle giostre sono visibili nella Reggia di Caserta
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